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Qualche considerazione sul Decreto "Fare"

In più occasioni mi sono trovato ad esprimermi contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Oggi devo ammettere di aver fatto brutto errore di valutazione.

Ero contrario a spendere dei soldi per costruire un ponte prima ancora che la viabilità delle regioni interessate fosse resa quanto meno decente. Tuttavia, l’avere accantonato l'idea di completare l'unico vero corridoio europeo che coinvolgeva la Calabria ha consentito lo spostamento definitivo di quelle risorse verso i territori del Nord.
Purtroppo devo registrare che i fondi del Ponte sullo Stretto, con l’ultimo Decreto “Fare”, sono stati sostanzialmente spostati all’alta velocità Milano-Genova e alla linea 4 della Metropolitana di Milano.

Basta dare un'occhiata alla cartina - che allego - con le opere previste dal Decreto per rendersi conto della questione: l’intervento più a Sud previsto nell'Italia continentale è una tratta sulla linea ferroviaria dell’alta velocità della Napoli-Bari. L’AV Napoli – Bari è un’altra opera pubblica, non particolarmente utile, che verrà realizzata, se mai verrà realizzata, in alternativa alla linea ferroviaria che dovrebbe riguardare la Calabria e la Sicilia.
E pensare che già nel decreto precedente i maggiori interventi previsti erano relativi al terzo valico dei Giovi (corridoio 9 Genova- Rotterdam) e al quadruplicamento della linea Fortezza - Verona (corridoio 5) per l'accesso alla galleria del Brennero.
Sottolineo, per inciso, che non ho fatto alcun cenno alla localizzazione della Torino - Lione o alle risorse necessarie per l'Expo, giusto per restare solo ai maggiori impegni del Governo.
Ammetto che la legge in questione e' complessa e articolata. Dal mio punto di vista c'è un'altra norma che non mi convince e che riguarda le risorse da assegnare sotto forma di borse di studio universitarie a giovani meritevoli per andare a studiare in regioni diverse dalla propria. Sinceramente mi sembra una sorta di norma per favorire la fuga dei cervelli. Ma magari mi sbaglio.
Di certo tra i tanti provvedimenti previsti nel decreto FARE molti sono giusti e da sostenere. Tuttavia, se dovessi fermarmi solo alle parte che riguarda le opere infrastrutturali previste non posso, e non voglio, nascondere una profonda insoddisfazione.

Pubblicato il 20/6/2013 alle 10.9 nella rubrica Diario.

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