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Il 'lavoro' del parlamentare

Ogni parlamentare rappresenta tutta la nazione senza vincolo di mandato. Tuttavia, per dirla in modo rudimentale, dovrebbe anche rappresentare a Roma le istanze della circoscrizione in cui viene eletto e, magari, recepire gli indirizzi del centro per veicolarli nel territorio di riferimento. Ovviamente questo circuito comporta la necessità di parlamentari che "frequentino" il territorio e, in qualche modo, ne condividano attese, speranze, persino, amarezze e delusioni. Infatti una delle critiche più ricorrenti, che a detta di alcuni avrebbe contribuito ad allargare la frattura tra elettori ed eletti, e' proprio questa mancanza di rapporto con la periferia. Oggi qualcuno, invece, considera il ruolo del parlamentare alla stregua di un qualsiasi dipendente che come tale debba stare rinchiuso nel palazzo (spesso autoreferenziale) del Parlamento cinque giorni su sette per avere poi diritto a trascorrere serenamente il weekend. È evidente che chi avanza tale ipotesi non si e' mai confrontato con la ricerca del consenso e non ha mai sperimentato la fatica (e la soddisfazione) del rapporto politico con il territorio. Quel rapporto che difficilmente conosce pause, che ti accompagna ai matrimoni, ai funerali, alle manifestazioni, durante le vacanze, a messa come allo stadio. La politica, a certi livelli, la si può fare quasi solo a tempo pieno. Anche per questo sarebbe saggio ricercare un proficuo equilibrio tra il lavoro nel palazzo e quello, indispensabile, tra la gente. E magari verificare che tutti lo svolgano con la stessa intensità bandendo facili demagogie ed improvvisazioni.

Pubblicato il 27/3/2013 alle 17.30 nella rubrica Diario.

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