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Assolti Prodi e Carnevale

Indubbiamente bisogna riflettere bene e poi ancora riflettere e riflettere, ma non si può più evitare di mettere mano a qualche riforma sulla giustizia che la renda più celere, più equa e meno malleabile verso scopi differenti da quelli costituzionali. Sia chiaro in premessa che per come la pensiamo noi la stragrande maggioranza degli appartenenti al sistema giudiziario è formata da persone perbene, capaci di abnegazione inusuale e di particolare coraggio. Anche per questo bisogna fare uno sforzo serio per trovare le risorse necessarie per completare gli organici e dotare il sistema delle tecnologie e delle strumentazioni necessarie. Tuttavia in un sistema che a modo suo e per certi versi funziona, esistono degli insopportabili buchi che finiscono per renderlo indifendibile. Prendiamo ad esempio la famosa vicenda giudiziaria denominata “Why not?”. E’ di questi giorni la notizia che una serie di imputati sono stati scagionati perché un giudice ha ritenuto sostanzialmente forzati e fantasiosi i collegamenti ricostruiti nell’inchiesta. Qualcuno, sicuramente gli indagati, saranno soddisfatti che giustizia è stata alfine fatta. Intanto, nel frattempo, in Italia è cambiato tutto. E’ stato inquisito il Presidente del Consiglio e il Guardasigilli. La vicenda ha contribuito alla caduta di un governo nazionale di centrosinistra, alla successiva vittoria di Silvio Berlusconi e della Lega, all’introduzione in Italia del federalismo fiscale, alla ripartenza del progetto del Ponte sullo stretto, allo scempio dei fondi FAS, alla riforma Gelmini, a Minzolini direttore di Tg1, ecc., ecc.. E’ tutto questo anche perché una battuta di spirito sulla “Loggia di San Marino” è stata presa sul serio da grigi investigatori e da magistrati che, a detta di alcuni, probabilmente volevano già lasciare la toga e dedicarsi alla carriera politica. Intanto, nel frattempo, in Calabria è cambiato tutto. Qualcuno si è ammalato gravemente, qualcuno si è ammalato ed è morto, qualcuno è stato massacrato dall’opinione pubblica attraverso operatori dell’informazione che, come i migliori avvoltoi, pur di vendere qualche copia in più hanno presto imparato come manovrare la gogna pubblica. Ricordate tutti quegli articoli con cui si annunciavano ogni settimana imminenti arresti? Sono state cambiate intere giunte. Adamo è stato fatto fuori dal governo regionale. Hanno tremato tutti i migliori palazzi d’Italia. Il Csm è stato sull’orlo di una crisi irreversibile. Le forze dell’ordine sono state utilizzate per perquisire i tribunali (sic!). Ed intanto il magistrato in questione si è potuto candidare, nel partito di un altro ex magistrato e nello stesso contesto sul quale fino al giorno prima indagava. Incredibile. Noi pensiamo che non sia accaduto, ma com’è possibile convivere col solo dubbio che tutto quanto sia avvenuto in maniera premeditata? Com’è possibile il solo pensare che tutto questo, a prescindere se è accaduto realmente, sarebbe potuto succedere in maniera premeditata? Per la nostra convivenza civile, per la stessa sopravvivenza della Democrazia, la rule of low è troppo importante per non chiarire fino in fondo questo dubbio, questo sospetto, questo atroce tarlo. Ribadiamo di non sapere se tutto questo è accaduto, quel che sappiamo è che poteva e può ancora accadere perché tanto non pagherà mai nessuno. Nessun magistrato indagherà un altro magistrato e, verificato celermente se ha agito con dolo, lo punirà, oppure, verificato celermente se ha agito con imperizia, lo allontanerà dalla magistratura. Fosse anche solo per questo, alcune riforme del sistema giudiziario diventano assolutamente necessarie ed indispensabili per impedire ogni utilizzo improprio dei poteri della magistratura inclusi quelli tipici del cieco giustizialismo.

Pubblicato il 28/11/2009 alle 22.7 nella rubrica Giustizia.

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