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  francobruno Il blog di Franco Bruno
 
Diario
 


Nessuno vi può dare la libertà.
Nessuno vi può dare l'uguaglianza
o la giustizia.
Se siete uomini, prendetevela.

email:
francesco.bruno@senato.it
 


Ospite della trasmissione Rai Uno mattina del 2 febbraio 2010.

Seduta del Senato n. 309 del 12 /01/2010
sui fatti di Rosarno.








 


30 marzo 2013

La mia proposta di legge per abolire candidature plurime e introdurre obbligo di residenza

RELAZIONE 

Onorevolicolleghi, l’iter complesso della modifica alla legge elettorale vigente havisto molti parlamentari impegnati nella scorsa legislatura nel tentativo,purtroppo vano, di modificare la legge attuale e restituire pienezza di sceltaai cittadini.

In tal senso sono state  molte leproposte avanzate per riformare il sistema elettorale ed èauspicabile che questa legislatura realizzi tale obiettivo assunto comeprioritario praticamente da tutte le forze politiche. Infattinotevoli sono le storture evidenziate dal sistema vigente. Tra di esse vi èquella, per esempio, che offre la possibilità ai partiti nazionali di sceglierele candidature con un sistema che risulta spesso non in grado di dare compiutarappresentanza diretta a quanti risiedono e vivono nelle relativecircoscrizioni elettorali.

In sintesi, la legge attuale permette ai partiti di bypassare i territori eimporre candidature ‘calate dall’alto’ creando spesso malcontento e acuendo ladistanza tra Istituzioni e cittadini.

Questoaspetto viene fortemente evidenziato con la tecnica delle candidature plurime edi altra provenienza rispetto al "territorio" elettorale, praticadiffusa soprattutto tra i leader dei partiti che, pur di garantire la propriaelezione, si candidano in più di una circoscrizione non essendo obbligati dallalegge né a risiedervi né a dichiarare preventivamente per quale collegioopteranno successivamente.

Ciò comporta che il cittadino che va a votare non sa realmente chi saràeletto grazie al suo voto. E non lo sa neanche a scrutinioultimato poiché i "plurieletti" possono scegliere fino al giornodell’insediamento per quale collegio optare, generando così una sorta disospensione della democrazia e comunque finendo in ogni caso  per privare qualche  territorio della propria rappresentanzaistituzionale locale. La ratio di tale disposizione è che servirebbe anazionalizzare la competizione ed a rafforzare la leadership. Ma ciò non èvero, visto che molti leader europei che si presentano con candidatura unicanon per questo sono carenti di leadership. L’eletto in più circoscrizioni (il«plurieletto») è infatti signore del destino di tutti gli altri candidati lacui elezione dipende dalla propria opzione. Questofenomeno ha coinvolto, nelle ultime elezioni, ben 20 candidati che sono statieletti in più  collegi e hanno dovutooptare determinando anche un certo numero di ‘ripescaggi’. È ovvio che ciòinduce inevitabilmente atteggiamenti di sudditanza e di disponibilità verso ilplurieletto, in danno alla dignità e alla natura della funzione parlamentare.

 

Questo disegno di legge, in attesa di una riforma complessiva della leggeelettorale, si propone di sanare l'anomalia delle candidature plurime e extracircoscrizionali. Esso si compone dunque di due articoli prevedendo diintrodurre l’obbligo di residenza da almeno due anni nel Collegio in cui si vienecandidati e l'abolizione delle candidature multiple.

 PROPOSTA DI LEGGE

Art. 1

(Obbligo di residenza per icandidati)

Al testo unico delle leggi recantinorme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto delPresidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni,sono apportate le seguenti modificazioni:

a)    aggiungere l’articolo 19 bis

«Per la prima tornata elettoralepolitica, immediatamente successiva all’entrata in vigore della presente legge,non sono ammesse candidature di cittadini che non siano residenti da almeno dueanni nel territorio per il quale è espressa la candidatura.»

 

Art. 2

(Abolizione delle candidatureplurime)

 

 Al testo unico delle leggi recanti norme perla elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente dellaRepubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni, sono apportate leseguenti modificazioni:

        a) l’articolo 19 è sostituito dalseguente:

 «Art. 19. – 1. Nessun candidato può accettarela candidatura in più di una circoscrizione. La candidatura della stessapersona in più di una circoscrizione è nulla. A pena della nullitàdell’elezione, nessun candidato può accettare la candidatura contestuale allaCamera dei deputati e al Senato della Repubblica»;

        b) all’articolo 20, secondo comma, sonoaggiunte, in fine, le seguenti parole: «L’accettazione della candidatura deveessere accompagnata da apposita dichiarazione dalla quale risulti che ilcandidato non ha accettato candidature in altre circoscrizioni».

 




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27 marzo 2013

Continuo a pensare che non sarebbe male se Bersani riuscisse a formare un governo

Continuo a pensare che non sarebbe male se Bersani riuscisse a formare un governo. A formarlo e a guidarlo. Ho visto Bersani all'opera da Ministro. Ho visto responsabilità, cultura di governo, ascolto e determinazione. Mi piacerebbe rivedere all'opera, da Presidente del Consiglio, quel Ministro. Probabilmente, per i miei gusti, sarebbe eccessivamente dialogante con i leghisti, magari poco sudista, ma sarebbe sicuramente favorevole alla Tav, per le liberalizzazioni, per l'Europa, per riconoscere ruolo e valore ai sindacati, per restituire onore ad una generazione che ha fatto politica con onesta' e competenza e che non si sente affatto coinvolta da scandali e furfanti. Purtroppo le elezioni ci hanno fornito un quadro abbastanza sconfortante. Per dirla con Polito "le elezioni ci hanno consegnato tre vincitori. Se uno dei tre non si allea con nessuno, o si alleano gli altri due o non c'è soluzione". Del resto votare con questa legge elettorale ci riconsegnerebbe di nuovo un Senato senza maggioranza e una Nazione ancora più stressata, impoverita ed impaurita. Un Paese che ha invece, hic et nunc, assoluta necessità di raccogliere i frutti dei sacrifici effettuati e non di vederli vanificati sull'altare di future convenienze di partito. Basterebbe stabilire alcune semplici regole comuni che in altre democrazie sono la norma. Ne cito alcune (non a caso): una legge elettorale condivisa, insieme ad una norma di accompagnamento che garantisca l'applicazione di quella legge per almeno qualche decennio; la garanzia che l'avversario politico si possa battere con le solo armi della politica e non ricorrendo a voti di "particolari" commissioni parlamentari, soggette alla mutabilità delle maggioranze di turno; la riconferma condivisa che la Magistratura, anche a sua tutela, non diventerà mai un potere concorrente ma resterà un ordine autonomo ed indipendente; una legge coerente sul conflitto d'interesse; misure urgenti per affrontare la crisi ed aiutare la crescita. Su altre questioni le posizioni non sono molto distanti. Su altre ancora e' giusto che ci siano differenze sostanziali e posizioni diverse. Proprio su queste si tornerà a votare. Speriamo che per allora la politica abbia saputo riconquistare un margine di affidabilità e autorevolezza. Un po' di tempo fa l'ennesimo uragano, "Gustav", rischiava di flagellare l'America del Golfo durante l'elezioni presidenziali. Non era affatto scontato che Obama potesse prevalere su McCain. Io tenevo per Obama ma quando ho sentito Cindy McCain durante la convenzione dei repubblicani dichiarare che avrebbero sospeso le manifestazioni perché "siamo tutti americani, non più repubblicani" ammetto di aver provato un po' d'invidia per una politica che è in grado di mettere gli interessi concreti al di sopra di quelli di partito.




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27 marzo 2013

Il 'lavoro' del parlamentare

Ogni parlamentare rappresenta tutta la nazione senza vincolo di mandato. Tuttavia, per dirla in modo rudimentale, dovrebbe anche rappresentare a Roma le istanze della circoscrizione in cui viene eletto e, magari, recepire gli indirizzi del centro per veicolarli nel territorio di riferimento. Ovviamente questo circuito comporta la necessità di parlamentari che "frequentino" il territorio e, in qualche modo, ne condividano attese, speranze, persino, amarezze e delusioni. Infatti una delle critiche più ricorrenti, che a detta di alcuni avrebbe contribuito ad allargare la frattura tra elettori ed eletti, e' proprio questa mancanza di rapporto con la periferia. Oggi qualcuno, invece, considera il ruolo del parlamentare alla stregua di un qualsiasi dipendente che come tale debba stare rinchiuso nel palazzo (spesso autoreferenziale) del Parlamento cinque giorni su sette per avere poi diritto a trascorrere serenamente il weekend. È evidente che chi avanza tale ipotesi non si e' mai confrontato con la ricerca del consenso e non ha mai sperimentato la fatica (e la soddisfazione) del rapporto politico con il territorio. Quel rapporto che difficilmente conosce pause, che ti accompagna ai matrimoni, ai funerali, alle manifestazioni, durante le vacanze, a messa come allo stadio. La politica, a certi livelli, la si può fare quasi solo a tempo pieno. Anche per questo sarebbe saggio ricercare un proficuo equilibrio tra il lavoro nel palazzo e quello, indispensabile, tra la gente. E magari verificare che tutti lo svolgano con la stessa intensità bandendo facili demagogie ed improvvisazioni.




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27 marzo 2013

ELEZIONE PISICCHIO A MISTO SCELTA EQUILIBRATA

"Con l'elezione di Pino Pisicchio a Presidente del Gruppo Misto alla Camera, si e' scelto un parlamentare equilibrato e di lungo corso che, con la sua esperienza, saprà dare un valido contributo al lavoro che la Camera dei Deputati dovrà svolgere". E' quanto dichiara in una nota l'onorevole di ApI Franco Bruno. 





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27 marzo 2013

Difficoltà e populismo non mettano in ombra la democrazia

"C'e' un clima di insediamento che non e' pessimista,anche se negli angoli del palazzo si nasconde un po' di amarezza perl'impossibilita' di governare. Ci sono poi i grillini che pensano di essereancora in campagna elettorale e che, sulla scia del populismo, dicono vere eproprie 'corbellerie' come, per esempio, quella che riguarda il metodo dielezione del Presidente della Camera". E' il commento dell'onorevoleFranco Bruno durante le votazioni alla Camera nel primo giorno della XVIILegislatura.
"Grillini che addirittura insinuano che il prolungamento dei tempi per levotazioni fino a domani rappresenterebbe la volontà dei parlamentari diottenere un gettone di presenza in più. Ovviamente - spiega Franco Bruno -qualcuno dovrebbe spiegargli che per i parlamentari e' prevista una sanzioneper l'assenza durante le votazioni e non un premio per la dovuta, ed eventuale,presenza. Così come qualcuno dovrebbe spiegare ai neo eletti grillini che ilparlamento e' un luogo 'particolare' per la democrazia italiana che ha i suoiriti, i suoi gesti e una sua legittima sacralità laica. Capisco che questi sonoconcetti difficili da spiegare a movimenti populistici e leaderistici, maquella democrazia e' la stessa che ha consentito all'Italia di stare al passocon le nazioni più progredite al mondo; la stessa democrazia che ha un suotrascorso e che e' stata conquistata a fatica per garantire diritti anche a chioggi, forse, ne abusa; la stessa democrazia della ricostruzione, della lottaall'analfabetismo e al terrorismo. Non e' un caso se oggi in Aula, oltre altributo a Papa Francesco, il momento più emozionante e' stato il contributo, daparte del Presidente pro tempore, in ricordo di Aldo Moro e del martirio dellasua scorta", conclude l'onorevole Franco Bruno.

 




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